Silvana Giacobini

Se i giacobini erano l’ala più radicale dei rivoluzionari francesi, un modello di direzione politica borghese elitaria ma soprattutto autoritaria, Silvana Giacobini è il ritratto della moderazione. Un garbo impeccabile, un sorriso rassicurante a prova di scandali, una classe di altri tempi viste le brutte acque in cui naviga il giornalismo contemporaneo. Soprattutto quando si parla di gossip, argomento da cui la Giacobini rifugge nonostante sia, ormai, di dominio pubblico: “E’ una parola che non mi piace, degenera subito nel becero. Molto meglio informazione di attualità rosa”.
Dopotutto, è lei che si è inventata la formula di cronaca rosa, educata e leggera, sulle pagine diChi’, il settimanale che ha fondato per la Mondadori nel 1994. E oggi, quando passa davanti a un’edicola, guarda ancora la sua creatura con la stessa nostalgia di una madre lontana dal proprio figlio: “Poi però il lavoro, le responsabilità, le nuove sfide… Insomma, uno smette di pensarci a un certo punto”.
E pensare che lei, di epoche giornalistiche, ne ha attraversate tante. E’ entrata in Rusconi nel 1970, e ha diretto Eva Express’ e Gioia’, per vent’anni. Ma rimanendo sempre identica a se stessa. Persino nelle occasioni più o meno obbligate di presenzialismo televisivo, dai rotocalchi pomeridiani Chi c’è c’è e Celebrità alla rubrica Nessuno è perfetto (condotta nel daytime di Canale5 con Alfonso Signorini e Valeria Mazza) passando per le ospitate a Buona Domenica, non ha mai rischiato di scadere nel cattivo gusto o di snaturare la propria etica professionale.
Poco Diva, molta Donna, come il target a cui si rivolge con il suo nuovo femminile (Diva e Donna ndr).
E’ Valeria Braghieri, nota firma femminile di Libero, a raccontare su ‘A’ lo stile di vita di una giornalista mai al di sopra delle righe e fedele a un modello di sobria eleganza. Nessuna parola fuori posto, al bando i toni fuori luogo, mai una riga scritta in cattiva fede e, soprattutto, niente nemici. Non è mai capitato, infatti, che per una dichiarazione scomoda di troppo abbia litigato con qualche personaggio di cui ha scritto e a guardarla così viene pure il sospetto che possa non aver mai litigato con qualcuno. Non è mai successo che non sia stata invitata in un luogo in cui voleva andare, anche se ciò che le preme di più è che invitino i suoi collaboratori. Per questo, nell’era di Vallettopoli, fatica a comprendere la deriva sensazionalistica e spregiudicata del pettegolezzo, la guerra degli scatti (e dei ricatti) “che non nasce certo con Fabrizio Corona, ma ben prima”.


Silvana Giacobini si è fatta raccontare i segreti migliori della vita dei vip senza il bisogno di ricorrere a mezzucci poco ortodossi. Gianni Versace, Hillary Clinton (che non ha voluto sapere prima le domande e non ha voluto controllare prima della pubblicazione), Elisabeth Taylor, la moglie di Arafat, George Clooney… Tutti ad aprirle case e cuore, convinti di poter trovare in lei una confidente affidabile e non un’arrivista a caccia di scoop. Dalle pagine dei suoi giornali ha creato personaggi, costruito carriere. Eppure, quando si tira in ballo il potere, si mette a ridere: “E’ il potere che domina me. Sono a disposizione del potere…”. Ma lei ha dimestichezza anche con i segreti e misteri. Ha scritto, tra gli altri, un breve racconto su Lady D (Diana, l’ultimo addio) in cui immaginava gli ultimi istanti di vita della principessa triste, dopo il tragico incidente nel tunnel de l’Almat. Tanti anni fa, in occasione di un loro incontro, Diana le chiese l’indirizzo di un buon negozio di abbigliamento e Silvana era convinta di aver capito male, visto che parlavano in inglese.
E oggi, sempre a proposito di intrighi romanzati, ha pubblicato un libro, Chiudi gli occhi, sulla storia intrecciata di due donne vissute in epoche diverse: una giovane giornalista televisiva, alle prese con party esclusivi e star patinate, e Livia Colonna Della Rovere, realmente esistita e uccisa in circostanze misteriose nel ‘500. Per la Giacobini è molto importante questo romanzo, per riportare a galla una lotta di potere nella Roma di quei tempi a confronto con la più scottante attualità. L’attualità che vede la sua alter ego contemporanea sempre sul pezzo, proprio come lei, eppure capace di vedere cose che gli altri non vedono. Perché, nonostante la passione per il jet set e una vita spesa dietro lo showbiz, la Giacobini ha un’idea ben precisa: “Ho una mia teoria, se si vive ibernati in una redazione per tutta la vita, il tempo ti lascia in pace”.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: