Berlusconi farà la fortuna di parate e autogestioni

silvestrinPremesso che il sottoscritto non si pone nella schiera degli estimatori, mi fa sorridere prevedere le conseguenze del ritorno di Berlusconi. La Guzzanti tornerà a fare denuncia ergendosi a paladina delle folle, Santoro trarrà nuova linfa dall’ennesima prevedibile epurazione. E i personaggi “alternativi” dello spettacolo potranno continuare a dire the right thing sul redivivo premier. Un esempio ce lo dà quel “ribelle” dentro (mentre fuori fa il fighetto di Mtv e Festivalbar, nella tana del lupo in pratica) di Enrico Silvestrin. Sul suo My Space, bigliettino da visita per eccellenza del qualunquismo, se ne esce con la classica perla di rottura prodiga di facili consensi:

“La prima volta sei curioso…(1994)

La seconda vuoi riprovare…(2001)

Alla terza vuol dire che nel culo ti piace proprio…(2008)”

A parte la latente omofobia sottesa nel messaggio, dà a vedere di non aver votato e di essere deluso dalla Casta. Rientra perfettamente nel clichè di quest’oggi: il tipo anti-berlusconiano. Leggi il seguito di questo post »

Elezioni 2008: giornalisti astensionisti, blogger indecisi

Da che mondo è mondo il clou elettorale si gioca sugli indecisi: sta agli organi della stampa informare, mentre ai politici tocca “massaggiare il messaggio” (Duncan Watts docet) fino all’ultimo istante di campagna elettorale. Pensate che, secondo uno studio Usa promosso dall’Università di Notre Dame e dall’università del Texas, i giovani verrebbero influenzati dai toni aggressivi. Alcuni studenti selezionati fra i 18 e i 23 anni hanno espresso la loro preferenza tra i candidati Usa del 2004, Bush e Kerry. Il risultato è che la propaganda negativa ha spostato più preferenze di quella positiva, istigando i prescelti a disprezzare a parole gli urlatori per poi farsi lusingare a votarli.

La speranza ultima a morire è che uno zoccolo duro di votanti consapevoli non abbia bisogno dell’ultima ora per scongiurare il testa o croce. La cosa buffa di queste votazioni, invece, è che a sbancare gli ascolti elettorali sia stato Enrico Mentana, un dichiarato astensionista per 10 anni che ci ha illustrato in uno speciale Matrix le modalità per non disperdere il voto. Un modo come un altro per vantarsi della propria imparzialità?

D’altro canto, c’è un blogger-giornalista –  che non le manda mai a dire - che ha fatto outing sul proprio voto, violando non solo le norme di segretezza ma anche il buonsenso deontologico. Eppure Matteo Failla è fatto così, ci siamo abituati ormai. Quello che non mi sarei aspettato, da un recalcitrante al bloggin’ domenicale come lui, è che potesse passare l’intera giornata a smentire i propri già discutibili propositi. Dopo aver esternato ai suoi lettori di voler recarsi al seggio elettorale con la puerile voglia di deturpare la scheda di voto, si è ricreduto all’ultimo, temendo forse di pentirsi di una scelta così qualunquista. Così ha votato “uno che ha visto su Sky e che ha preparato una campagna con i fiocchi”. E’ proprio vero che il silenzio della par condicio vale più di mille parole.

Daniela Santanchè: la scheda

santancheNome: Daniela
Cognome
: Santanché
Professione:
Politica
Segni particolari
: l’ago del cruciverba della politica italiana (oltre che primo esempio di candidato premier donna alle elezioni insieme a Flavia D’Angeli). Si definisce una donna verticale, a dispetto di certi pregiudizi “orizzontali” sul sesso femminile, eppure anche lei si è rifatta prima il nome dal chirurgo estetico Santanché, con cui è salita all’altare ventunenne per poi divorziare.

DICONO DI LEI:

Jacques Séguéla
, guru della comunicazione politica europea, ex-braccio destro di Mitterand:

“Ma i colori… e quella faccia un po’ scavata che sembra la Callas. Fa paura”.

Simona Ventura, compagnia di Billionaire estivo:

“È tutto un groviglio ma mi sembra che la Santanchè sia quella che sta giocando meglio le sue carte. Anche se non mi piace che dica che una donna deve avere le palle come un uomo”.

Zucchero, sproloquiatore a buon mercato discografico:

“Era meglio Cicciolina. Almeno si presentava alle elezioni per quello che era. Non una casta che sogna di essere una puttana”.

ACCADDE NELL’OTTOBRE 2005: Ha alzato il dito medio in risposta ai cori degli studenti raccolti in protesta davanti a Montecitorio, dove si stava votando la riforma dell’Università.

FRASI CULT:

“Per fare carriera non l’ho mai data”
“I maschi della destra hanno le palle di lino”
“Vorrei Briatore ministro del turismo”

VIDEO SHOCK: Aldu Busi promette di tagliarsi le palle in cambio delle sue dimissioni dal Parlamento