Andrea De Carlo e quei libri un po’ così… belli

andrea de carloE’ raro che il secchione che è in me si converta incondizionatamente a certi boom commerciali. Mi accade con la tv ma con i libri ho sempre la sindrome accademica, che mi fa evitare certi imbarbarimenti mascherati da linguaggi moderni. Non mi sono piegato a Il Codice da Vinci, ma mi ha emozionato Non ti muovere. Non sono diventato un fan di Benni e Ammaniti, ma ho la fissa di Andrea De Carlo. I suoi libri stanno al mio tempo libero come la serenità sta al mio termometro emotivo. Mi appaga (anche se potrebbe risparmiarci le pose pensose, col ricciolo ribelle a metà tra Scamarcio e Baricco).

E’ un autore senza pretese, che piace e vende i suoi libri senza rovinare la società con cubiste dodicenni o pischelletti drogati. Ho scoperto che è da più di un ventennio sulla piazza, che ha viaggiato molto traendo così spunti per i suoi aneddoti cosmopoliti (questo a Labranca non piacerà, visto che su Il Venerdì Di Repubblica stigmatizza lo status editoriale del viaggio impresso sulla quarta di copertina). Leggi il seguito di questo post »

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La storia che fa sesso: dai The Tudors alla vera Roma

senza naturaL’interesse per l’aneddotica ha ormai avuto il sopravvento sui vecchi e polverosi manuali di storia, tutti guerre e cronologie. Basta guardare le sezioni storiche di qualsiasi libreria per notare come la sottocategoria “vita quotidiana” sia piena di scandaletti romanzati spacciati per resoconti attendibili. Troverete ovunque riferimenti al bere sfrenato, alle gozzoviglie conviviali e, dulcis in fundo, al libertinaggio dei costumi sessuali, che è il motivo principale per cui la storia antica è così attuale: dare un alibi alle nostre fantasie più spinte. Non a caso Cecchi Paone ne ha fatto un manifesto per il sesso libero…

Per fortuna, a fare la differenza tra l’acritica frivolezza e la sagace curiosità, è un sano intenditore come Corrado Augias, che con i suoi Segreti di Roma sta impazzando alla grande (per non parlare di quelli di Londra e di Parigi…).

Pepata quanto basta (nel senso che ammicca al suo pubblico senza scadere nella trivialità) la sua retrospettiva sul capolavoro di Guglielmo della Porta, ovvero Il monumento a Paolo III Farnese, collocato a San Pietro alle spalle dell’altare papale. Al fianco del Pontefice ci sono due statue, una che raffigura la Giustizia (a sinistra) e l’altra che incarna la Prudenza (a destra).

Cinque papi dopo, Clemente VIII ritenne che il nudo della Giustizia fosse scabroso e fece di quella statua il primo step di una campagna moralizzatrice (la Controriforma vi dice nulla?), ordinando che “le statue della tomba di papa Paolo III di felice memoria siano levate oppure vengano coperte in modo più decente”. Leggi il seguito di questo post »

Mauro Covacich e Pulsatilla: il successo in cambio della privacy

Dire se è nato prima il blogger o lo scrittore non è così apodittico come potrebbe sembrare. Altro che dubbio amletico sull’uomo o la scimmia: i blogger sono degli aspiranti scrittori, mentre gli scrittori sono dei blogger repressi.

Prendete Mauro Covacich, scrittore nonché firma di punta di Vanity Fair: ha appena pubblicato il libro Prima di sparire, che racconta la fine di un matrimonio. Il proprio. Con i nomi veri. Il suo, quello della sua ex-moglie, della nuova compagna, degli amici e di chiunque abbia incontrato nel periodo racchiuso nelle 277 pagine. Dice di aver avuto paura di trasformare una vicenda tanto comune quanto personale in una vittima del modello televisivo, esponendola alla sindrome di intrusione di massa. Era talmente terrorizzato da scrivere il libro di nascosto, mettendosi al computer mentre la sua attuale fidanzata andava seriamente a guadagnarsi da vivere. Tant’è, l’avrà fatto perché è questo che vuole il mercato: i cazzi tuoi, mica lo sfoggio di scrittura.

Quello che mi chiedo è che vita sregolata bisogna avere oggi per fare successo. Se è proprio vero che scrivere è compiacersi di se stessi, nella consapevolezza che è sempre meglio che lavorare sul serio. Se senza una drag queen nell’armadio o un auto-violazione della propria privacy non si diventerà mai nessuno.

Pulsatilla, che al contrario nasce blogger e diventa scrittrice-rivelazione con La ballata delle prugne secche, continua a raccontare sul suo blog dalle uova d’oro le proprie prodezze in giro per il mondo, le esclusive mete estere che riesce a visitare grazie alla paghetta del mensile Max. Per una meridionale disoccupata che nell’editoria milanese ha trovato l’America, mi sembra uno scambio più che equo: la sua vita da macchietta in cambio dello stipendio.