E’ raro che il secchione che è in me si converta incondizionatamente a certi boom commerciali. Mi accade con la tv ma con i libri ho sempre la sindrome accademica, che mi fa evitare certi imbarbarimenti mascherati da linguaggi moderni. Non mi sono piegato a Il Codice da Vinci, ma mi ha emozionato Non ti muovere. Non sono diventato un fan di Benni e Ammaniti, ma ho la fissa di Andrea De Carlo. I suoi libri stanno al mio tempo libero come la serenità sta al mio termometro emotivo. Mi appaga (anche se potrebbe risparmiarci le pose pensose, col ricciolo ribelle a metà tra Scamarcio e Baricco).
E’ un autore senza pretese, che piace e vende i suoi libri senza rovinare la società con cubiste dodicenni o pischelletti drogati. Ho scoperto che è da più di un ventennio sulla piazza, che ha viaggiato molto traendo così spunti per i suoi aneddoti cosmopoliti (questo a Labranca non piacerà, visto che su Il Venerdì Di Repubblica stigmatizza lo status editoriale del viaggio impresso sulla quarta di copertina). Leggi il seguito di questo post »

L’interesse per l’aneddotica ha ormai avuto il sopravvento sui vecchi e polverosi manuali di storia, tutti guerre e cronologie. Basta guardare le sezioni storiche di qualsiasi libreria per notare come la sottocategoria “vita quotidiana” sia piena di scandaletti romanzati spacciati per resoconti attendibili. Troverete ovunque riferimenti al bere sfrenato, alle gozzoviglie conviviali e, dulcis in fundo, al libertinaggio dei costumi sessuali, che è il motivo principale per cui la storia antica è così attuale: dare un alibi alle nostre fantasie più spinte. Non a caso Cecchi Paone ne ha fatto un manifesto per il sesso libero…