Miss Italia 2007, Loretta Goggi smonta il mito dei veterani

Povera (Miss) Italia: proprio nell’anno in cui si voleva alzare il tiro si è caduti spaventosamente in basso. E soltanto per colpa dei veterani che, dopo anni di polemiche sui giornali per la loro ingiusta esclusione dal video, ci riportano alla memoria i vecchi tempi dei capricci da star.

L’indimenticata e a lungo rimpianta Loretta Goggi, da troppo tempo esclusa dal piccolo schermo più o meno ingiustamente, è ricomparsa sulle scene con un vero e proprio colpo di teatro, degno delle dive più bizzose dello spettacolo. In molti pensavano che scherzasse, quando si è imposta sul palcoscenico come una furia, assalendo l’innocente Mike per averla chiamata venti minuti dopo l’inizio. A causare la frattura tra i due colleghi, sarebbe stato l’intervento fuori programma di Fiorello, che si è voluto collegare da Bergamo, prima di entrare in scena con il suo show, per augurare in bocca al lupo all’inseparabile amico. Una delle sue solite incursioni a cui noi telespettatori, ormai, siamo abituati, ma che Mike sembrava non aspettarsi e alla Goggi non è risultata troppo gradita.

Una primadonna da bianco e nero come lei, d’altronde, fa finta di non conoscere le logiche dell’Auditel e i mezzucci sensazionalistici dei nuovi palinsesti, ragion per cui una presenza non richiesta viene interpretata come un attentato al proprio protagonismo. Per far tornare a condurre la Goggi ci è voluta l’opera di convincimento di Patrizia Mirigliani, madrina della kermesse, nonché dello stesso direttore Fabrizio Del Noce, ma ciò non le ha fatto risparmiare un’ulteriore stoccata a Bongiorno, accusato in diretta televisiva di averla trattata come Edy Campagnoli, ovvero la classica valletta muta ignara degli accadimenti.

Da questo momento, sullo studio di Miss Italia, è calato il gelo, le ragazze sono tornate ad essere imbalsamate con la complicità di un meccanismo nuovamente retrivo e poco partecipe… e la magia del retrò si è dissolta portando alla luce brutti ricordi della televisione d’annata (quand’era un regime del terrore).

Quelle stesse accalorate femministe (che avranno appoggiato inizialmente l’ìmpavida Loretta) saranno rimaste presto deluse dalla sua indomabile voglia di attirare l’attenzione su di sé. Come la Desperate Bree Van De Kamp, l’abbiamo vista aleggiare istericamente sul piccolo schermo, disinteressandosi completamente al contesto (mentre la Copa de la Vida di Ricky Martin produceva lo stesso effetto stridente della musica lirica in Arancia Meccanica).

Un concorso di bellezza dalla veneranda storia si è trasformato in una sorta di one woman show al servizio dei propri vezzi revivalistici, compiaciuti nell’emulare questa o quell’eroina con performances fuori tempo massimo e scandalosamente in playback. Tutto il resto è stato un insopportabile susseguirsi di frasi fatte, senza alcun coinvolgimento nello spirito della gara (per non parlare dell’indifferenza totale tra i due partner).

Sembrava di tornare ai tempi immemori di Fantastico targato Dorelli e Carrà, l’edizione più deludente in assoluto e con il più basso indice di ascolti, crollo dovuto probabilmente al fatto che i due presentatori non si capivano, non si sopportavano e conducevano come due separati in casa (forse è da allora che il varietà classico ha iniziato la sua parabola discendente).

Dopo quell’episodio, un’altra prova di ostilità di coppia è stata data dall’edizione di Domenica In presentata da Giancarlo Magalli e Tullio Solenghi, che vedeva come showgirl l’intrattabile Anna Falchi (tra lei e il volto di Piazza Grande non c’era un rapporto idilliaco, e più di recente i due si sono lanciati pesanti strali polemici).

Poi, spostandosi in tema di rivalità tra donne, il vizio dell’egocentrismo catodico prosegue sino ai più vicini anni ‘90, con Antonella Clerici e Maria Teresa Ruta costrette a dividersi la conduzione di A tu per tu, contenitore flop del mezzogiorno di Canale 5. Vista la totale mancanza di sintonia, nonché l’inevitabile competizione tra due personalità così dominanti, la Clerici ha lasciato il programma e la Ruta ha accettato il ruolo di ospite fissa per lasciar spazio alla leadership di Gianfranco Funari.

Qualche anno dopo, prima di trovare il primato di conduttrice ai fornelli nonché di erede della Carrà nazionale, la Clerici si è trovata a contendersi il primato della Domenica (In) con Mara Venier, una rivalità – la loro – che ha fatto discutere per un affiancamento così ingombrante e forzato.

Per fortuna, poi, la Clerici non ha avuto alcun problema di sintonia con Paolo Bonolis, nell’unico Festival di Sanremo che ha visto due affermati presentatori ugualmente all’altezza della situazione e capaci di rispettarsi senza pestare i piedi.

Peccato, invece, che la Goggi sia tornata in tv andando incontro al peggiore fallimento di cui pentirsi: farci rivalutare i conduttori di oggi sfatando il mito dei veterani.Gli umili impiegati doc senza troppe pretese, come i Carlo Conti, le Milly Carlucci, i Fabrizio Frizzi, che non rovinerebbero mai una serata così importante per uno scatto orgoglioso del momento.

Perché essere dei professionisti seri non significa sparare a zero sul presente e vivere nel culto dell’amarcord. Se la Goggi cercava un’altra opportunità, ha scelto la via peggiore per tornare a far parlare di sè: la spocchia (non molto diversa da quella di una vittima del reality come Cecchi Paone).

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