Il prezzemolo, si sa, dove lo metti sta. E così, per strane alchimie del ricettario catodico, avviene anche sul piccolo schermo. A dispetto della regola generale, che vedrebbe la tv fondarsi su un patto ben preciso col telespettatore, fatto di ritualità e dosaggi ben ponderati, anche il palinsesto ha i suoi ingredient sempreverdi, validi in tutte le stagioni e in ogni fascia della giornata.
Leader tra i prezzemolini dell’annata televisiva in corso è Forum, che dopo ventidue anni di onorata carriera si merita il titolo di rivelazione della stagione. Forum è da anni un fuoriclasse nel daytime, nonostante vada in onda su una rete minore, la più defilata del Biscione, come Rete4. Il suo potere di appeal sul target commerciale oltre che su quello familiare è assolutamente invidiabile, nonché impreziosito da una ricetta sempre più saporita ogni edizione che passa. Forum incarna la prima piazza pronta a dar voce al popolo dell’etere e non importa che sia partito su Canale5 per poi trovare una collocazione identitaria più congeniale sulla rete geriatrica.
La gente lo insegue a prescindere e, allo stuolo di vecchiette abituate ad accompagnare il brodino prandiale con il verdetto del Giudice Santi Licheri, si è aggiunta una discreta parte di pubblico attivo indotto a seguirlo per tradizione nella sessione pomeridiana. Quest’ultima, nata da una volontà di affrontare tematiche per giovani, è in realtà analoga alla versione mattutina confermando l’aderenza al motto ’squadra che vince non si cambia’. Tra battibecchi di badanti e liti di condominio, faide familiari e beghe coniugali, Forum si conferma il gioiellino di Rete4, in prospettiva di un nuovo investimento sperimentale: l’access prime time.
Da lunedì 11 giugno, infatti, andrà in onda tutte le sere dalle 20.10 alle 21.00, spodestando Poirot dalla fascia appena ereditata (spostato a sua volta alle 14.00). Quel che più colpisce di quest’azzecatissima trovata è la curiosità di testare le potenzialità di un programma decennale in una fascia strategicamente di punta… quando ad andare in onda sono le repliche estive. Cosa accadrà, dunque, con l’inizio dell’autunno? Forum arriverà a triplicarsi alla stregua di una divinità o finirà per dominare una collocazione così prestigiosa, dando persino filo da torcere ad Antonio Ricci?
La sindrome da onnipresenza catodica ha contagiato anche Walker Texas Ranger, telefilm d’annata che pareva destinato alle retrovie televisive. E invece, dopo anni di meritato riposo nell’ospizio Mediaset, Walker ha trovato nuova linfa vitale su Italia 1, rinvigorendo il prime time della rete con un cospicuo incremento della propria media di ascolti. Il prodotto in questione piace perchè è il western che non muore mai e accontenta un bacino di pubblico ampio e variegato, ma soprattutto talmente fedele da rincorrere la propria serie del cuore anche su un canale poco tradizionalista e geriatricamente inusuale come Italia1 (per la serie, quelli non più di primissimo pelo ritornano giovani convertendo in qualità di propri adepti i telespettatori più in erba).
Non ci sarebbe spiegazione, altrimenti, alla metamorfosi del brutto anattrocolo che, da vecchiume usato come tappabuchi, si trasforma in un cult old-fashioned e dal sapore vintage: Walker è un prodotto per nonni e nipoti che si contagiano a vicenda, genitori e figli solidali a tavola, famiglie accomunate dal gusto mulinobianco del retrò.
Un successo di quelli da non credersi, che fa digrignare i denti agli estimatori puri della serialità (non troppo convinti della qualità del prodotto?)
A casa Mediaset anche Canale5 non si fa mancare un’altra perla rara, insensibile a qualsiasi variazione di palinsesto o di durata. Trattasi di Tempesta d’amore che, dopo aver esordito l’estate scorsa come la più inutile delle soap d’importazione. è diventata una vera e propria roccaforte dell’ammiraglia. Tra il tracollo del circo sbaraccato anzitempo e il pomeriggio fallimentare targato Costanzo, si è arrivati a confidare nella Tempesta tedesca per risollevare la media di rete (obiettivo non del tutto raggiunto con l’acquisto di prodotti-cloni come Cuori tra le nuvole o Red Roses). La mancanza di alternative, dunque, ha fatto sì che il materiale di archivio estero fosse mandato allo sbaraglio contro un competitor assai temibile come la formula del rotocalco live di Raiuno. A seconda delle esigenze di palinsesto e degli incastri con gli altri programmi, la politica commerciale annuale di Canale5 è consistita nello spezzettare o sbrodolare le puntate di Tempesta d’amore tornando così indietro nel tempo, agli albori della tv in cui l’importazione dagli Usa era la garanzia di copertura principale delle programmazioni, per sopperire a budget esigui e mezzi altrettanto irrisori.
E la sfida, in tal senso, è riuscita, visto che Tempesta si conferma attualmente leader nella prestigiosa fascia dalle 17.30 alle 18.50, a cui è approdata dopo la trafila nelle varie fasce pomeridiane intermedie (14.45 / 16.15 / 17.00). Eppure, oltre a beneficiare le ammiraglie già prospere di loro, i miracoli sanno bussare alla porta anche delle reti generaliste più tormentate e disastrate come Raidue.
Dopo aver patito per anni l’handicap della prima serata domenicale, asservita al dovere aziendalista di dare la linea alla Domenica sportiva alle 22.30 riducendo così lo share del prime time, anche la rete problematica di Marano ha trovato la sua gallina dalle uova d’oro.
Trattasi di Ncis, una serie televisiva poliziesca del network CBS, nata come spin off di JAG – Avvocati in divisa. La serie ha come protagonista una squadra di agenti speciali della Naval Criminal Investigative Service (NCIS) della marina militare degli Stati Uniti.
Lunedì 18 settembre NCIS – Unità anticrimine ha visto i due episodi in onda in prima visione ottenere rispettivamente 3.470.000 con il 13,11 % e 3.802.000 15,29 % mentre il terzo episodio, al secondo passaggio, 3.253.000 con il 17,38 % di share.
Un risultato da record, per di più confermato dall’ottimo riscontro delle repliche che hanno fatto di questo telefilm un appuntamento fisso e finalmente azzeccato della domenica di Raidue (soltanto per l’estate, giusto per scongiurare l’inflazione e tenersi in caldo Ncis per le emergenze autunnali, la rete ha deciso di puntare su Numbers nella speranza che ne erediti l’influsso benefico).
Di successi miracolati e inaspettati della tv ce ne sarebbe un’infinita sequela, a partire da evergreen storici come La Signora in Giallo o L’Ispettore Derrick, passando per il Don Matteo tutto nostrano che anche replicato in prima serata fa la sua bella figura.
Casi in cui non sempre qualità e hype coincidono e che confermano un’inelluttabile tesi. Il genio degli autori e dei produttori conta fino a un certo punto.
Per il resto conta affidarsi al destino del telecomando (e del meter) che, se lo metti su Forum & Co, lì resta senza possibilità di scampo.
