Una gran voglia di Vivere, da parte mia e dei suoi protagonisti

30-05-07

Gentili ospiti,
come promessovi – in un rinnovato appuntamento a tempo di record con Citofonare Lord Lucas – è giunto il momento di raccontarvi qualche aneddoto sulla mia ultima blog-esclusiva. Prima di tutto è giusto che voi sappiate una cosa: negli ultimi tempi mi è tornata la voglia di Vivere. Non che fossi depresso o disperato, sia ben chiaro. Mi riferisco alla soap di Canale5, che ho seguito sin dal debutto con grande trasporto emotivo prima che televisivo e ho continuato a registrare subito dopo il passaggio alle 12.30 (recuperandola a tavola con la famiglia in serate televisive ‘morte’). In quel 1 marzo 1999, quando tutto è cominciato, ero il tipico ragazzetto di terza media che all’uscita da scuola si appassionava alle vicende dei protagonisti di una soap, la prima ad andare in onda in quella fascia oraria interamente prodotta in Italia. Mi identificavo nei personaggi giovani e li vivevo un po’ come dei fratelli maggiori da cui imparare sempre qualcosa. Lunedì ho sentito per telefono uno di loro che mi ha arricchito molto.
Si chiama Gabriele Greco e allora come adesso interpretava il ruolo di Luca Canale. Quando l’ho chiamato per un’intervista a nome di Tvblog non gli ho rivelato che lo avevo contattato a suo tempo, quando ancora mi occupavo di ‘Web Magazine‘, per qualche curiosità via mail. Gabriele sin da allora si era rivelato molto disponibile, ma questa volta è stata una vera rivelazione. Gentilezza a parte, mi ha colpito molto la sua grande passione e la semplicità con cui si approccia a questo lavoro. Ce ne sono pochi di attori umili come lui, anche in contesti meno eclatanti come il cast di un soap, e l’intervista si è ben presto tramutata in una chiacchierata sincera e amichevole. Greco ha messo a nudo il suo lato solitario e introverso dandomi una grande lezione di come un’intervista possa diventare un atto di amore verso il pubblico, ma prima di tutto verso il cronista, con cui decidi pian piano di aprirti perchè ti fidi. E’ un rapporto di estrema fiducia, quello che devi conquistare con il tuo interlocutore, persino in una telefonata, facendo le domande giuste che tocchino le corde giuste (e al momento opportuno). Con Gabriele è successo e, senza alcun tipo di interesse strumentale o ipocrisia. Gli auguro sinceramente di fare strada e dimostrare il suo valore.
Ad avere e trasmettermi una gran voglia di Vivere è stato anche un altro attore della soap, questa volta non proprio di primissimo pelo, come Fabio Mazzari. Il suo Alfio Gherardi ha sempre rappresentato per me un’icona di eleganza e paternalismo vecchio stampo, che dovrebbe insegnare qualcosa ai padri senza spina dorsale di oggi. E sentire dalla viva voce di chi lo interpreta tutti i giorni delle riflessioni così autentiche sulla ghettizzazione a cui vanno incontro i professionisti come lui mi ha lasciato un grande dispiacere. Gli attori delle soap, i cosiddetti impiegati della recitazione, hanno una grande carica umana e motivazionale che li spinge ogni giorno a credere in quello che fanno. Soltanto così possono reggere i ritmi forsennati che una produzione industriale come quella seriale impone. Perciò, credo che meritino profondo rispetto e molta più stima da parte degli addetti ai lavori, che farebbero bene a scagliare il proprio pregiudizio su chi attore si improvvisa dopo un passato da velina o da valletto.
Ho sentito anche Giorgio Biavati e Anna Maria Malipiero, ma le loro interviste sono state più ordinarie, non deludenti sia ben chiaro. Diciamo che non è scattata quella scintilla che rende speciale un dialogo e complici i due interlocutori. Non è facile, deve scattare l’empatia come nella vita di tutti i giorni. Ma quando accade a me viene sempre più voglia di fare il giornalista, e non solo per arrogarmi il merito di una critica impegnata o di un’inchiesta di grido. Semplicemente per dar spazio a chi se lo merita, perchè fa il suo lavoro con dedizione comunicando delle emozioni. Un sentito grazie agli attori di Vivere che, con il loro immutato entusiasmo, mi hanno restituito una passione adolescenziale. E grazie anche a voi, che spero apprezziate queste estemporanee elucubrazioni.

Il vostro Lord Lucas