Tra Telefilm Festival e due blog da gestire…

28-05-07

Gentili ospiti,
ricordate quando la vecchia versione di Telecamereblog (una prece) aveva una rubrica che si chiamava Gli onori di casa? A quei tempi mi aggiravo per le stanze della mia precaria dimora per poi accogliervi all’ingresso e instaurare con voi un filo diretto. E’ quello che mi riprometto di fare adesso, in chiave sempre più personale. Basta Citofonare Lord Lucas ed esaudirò ogni vostra richiestra o curiosità sul mio conto e sulla mia vita da blogger.
Negli ultimi mesi mi sono successe tante cose, ho fatto degli incontri che mi hanno stimolato e cambiato la percezione di quest’esperienza del web, fatta – come nella vita – di alti e bassi. Innanzitutto ho avuto l’occasione di conoscere due dei miei colleghi di Telecamereblog, che ho creato tutto solo due anni fa e a cui tengo tantissimo. Prima, quand’ancora questo sito si configurava come un appartamento diviso in (tele)camere, potevo dire di sentirmi davvero a casa. Ora, invece, lo vivo come un progetto sempre più autoriale e identitario, che non avrebbe ragione di esistere senza l’apporto di Kaos, Sir Thomas & Superale. I nostri destini si sono incrociati per caso, ma ora costituiamo davvero un gruppo ben consolidato. Collaborare con loro è stimolante perchè abbiamo stili completamente diversi, ma una grande passione che ci accomuna e, soprattutto, l’amore per questo progetto, visto che ne hanno sposato la causa con lo stesso mio entusiasmo iniziale. Per fortuna la blogosfera ha inventato gli pseudonimi, perchè convivere giornate intere con due amici di blog che si chiamano entrambi Alessandro è dura (ma anche chiamare il primo Kaos, onde evitare di far confusione, non è esaltante). Abbiamo appena condiviso assieme una trasferta mozzafiato.
Trattasi del Telefilm Festival. Mi lascerà un ricordo indelebile per tutti i piccoli grandi addetti ai lavori in cui mi sono imbattuto. Perchè, diciamoci la verità senza troppe ipocrisie, i telefilm si possono vedere anche a casa. Persino il sottoscritto, grazie a un sistema politicamente scorretto che non starò qui a citare, riesce a colmare i suoi buchi seriali tra una stagione e l’altra o a soddisfare le proprie curiosità sui nuovi arrivi grazie al prezioso apporto dei subs. Dunque, il bello del Telefilm Festival è proprio lo stare sul campo, il poter vivere fino in fondo le emozioni di un telefilm che si conosce o di cui già si è sentito tanto parlare in un luogo sacro come la sala di un cinema. Celebrare dunque la qualità del serial con il rituale più illustre, che è quello del grande schermo. E farlo non solo assistendo a una proiezione, ma confrontandosi con specialisti del settore, andando a caccia del divo per poi fermarlo e scoprire che è meno irraggiungibile di quello che sembra.
Insomma, respirare l’aria della televisione di fronte a gente che ci lavora perchè la ama, molto più di quanto vuole far credere.
Ho di sicuro sfatato alcuni falsi miti. Che i giornalisti di tv se la tirino tutti (forse l’unico su cui non ho cambiato opinione è Luca Dondoni de la Stampa, dalle uscite parecchio infelici). Ne ho conosciuto uno che lavora per un importante settimanale – ometto per ovvie ragioni il nome sia del diretto interessato che della testata – e a cui non posso fare a meno di dire grazie da queste pagine. Perchè l’assoluta umiltà e il carattere di sognatore che lo contraddistinguono – nonostante non sia proprio di primissimo pelo e possa dirsi per certi versi arrivato – mi hanno dato un grande lezione di professionalità che non rinnega l’umanità. Poi ci sono tanti addetti stampa che lavorano nell’ombra ma con una disponibilità davvero encomiabile: sono arrivati a ricoprire posti di un certo prestigio senza raccomandazioni o master fasulli, partendo totalmente dal basso e facendo leva unicamente sulle proprie capacità. Ovviamente vi sembrerà un ritratto un po’ buonista, ma vi assicuro che in qualunque ospite o giornalista mi sia imbattuto non ho mai trovato alcun atteggiamento di superiorità o di snobismo. Persino Aldo Grasso, il temuto professore della televisione, ha dimostrato di tenere molto ai giovani e al dialogo con loro, preferendo trasferire tutta la propria velenosità su chi lavora davanti alle telecamere. Riuscire a intervistarlo è stata un grande soddisfazione, per me rimane sempre il migliore di tutti.
Insomma, un bilancio più che positivo grazie anche all’incontro con il collega di ‘Tvblog’ Share, che rimane per me un’inesauribile fonte di sapere e una vera e propria bibbia dei piani alti televisivi.
Ora voi vi chiederete… dov’è finito il Lord Lucas cattivo? Innanzitutto su queste pagine è sempre emerso poco, lo avete ritrovato più spesso nell’altro blog per cui collaboro che mi costringe, in certi momenti, a tirar fuori le unghie. Di certo ho smesso di accanirmi contro chi non vedo di buon occhio preferendo, invece, valorizzare i rapporti con chi stimo. Non si tratta di piaggeria, ma di vera voglia di collaborare con persone di valore, sodali di rete in grado di capirti e arricchirti fino in fondo.
Certo, con due blog da gestire non è facile. Ma penso che Telecamereblog stia venendo su bene e la cosa mi dà la carica per continuare a investirci il mio tempo e la mia passione.
Vi posso dire che credo molto nel nuovo taglio fenomenologico, nato anche dall’intento di differenziarsi da una concorrenza sempre più vasta che si alimenta di notizuole.
E mi auguro che alla lunga questo progetto possa vedervi sempre più critici, come lo siamo noi nei confronti di tutto ciò che ci stimola e incuriosisce di questo mondo.
Vi lascio con una piccola anticipazione: in questi giorni ho intervistato gli attori di Vivere per Tvblog, alla luce del cambio di collocazione della prossima settimana. Vivere è un mio feticcio da sempre, lo seguo come il più sfegatato dei fan e il più devoto dei fedelissimi. Vi do appuntamento al prossimo numero per raccontarvi qualche aneddoto sui suoi protagonisti.

Il vostro Lord Lucas