Rocco Siffredi più diseducativo per un figlio di CentoVetrine?

Rocco Siffredi, 44 anni, ex pornostar

Rocco Siffredi, 44 anni, ex pornostar

Rocco Siffredi ha incarnato per anni l’emblema degli ultimi scampoli di virilità maschile rimastici. Mentre la società è andata alla deriva e l’uomo ha iniziato a misurarsi con la sfacciataggine delle donne, lui è sempre stato lì, con la sua granitica nomea di t(r)ombeur de femmes

Eppure anche le certezze dello stallone italiano hanno iniziato ultimamente a vacillare. Le numerose interviste che lo stanno vedendo protagonista ne offrono un ritratto inedito, meno ostile ai gay e con un bacio omosex all’attivo. Poi ci si mette il duro lavoro del padre a metterne in crisi i costumi libertini:

“A farmi venire il primo dubbio è stato il mio figlio più piccolo che un giorno mi ha detto che dovrei fare sexy solo con mamma. Questa frase mi è arrivata come una fucilata. Perché aveva 7 anni e noi non gli avevamo insegnato che sexy solo con mamma è la cosa giusta: l’ha detto istintivamente, penso per protezione verso la madre che adora. Mi è iniziata una crisi esistenziale. Mi aiuta il pensiero che, anche se ho fatto la pornostar nella vita, ho una famiglia solida accanto”.

A Rocco gli è presa anche la sindrome del buon samaritano: considerato che tutti lo invidiano perché ”si è trombato più di tremila donne”, vorrebbe poter trapiantare “anche lui” così da poter fare contenta almeno un’altra persona:

“Tanti uomini mi hanno confessato che darebbero via la casa per due centimetri in più”.

Il problema per Siffredi jr, col passare degli anni, sarà quello di raccogliere l’eredità di un’icona dell’hard. Avrà dei complessi? Sarebbe stato meglio per lui vivere in un clima familiare più “rassicurante”, anche se il rischio opposto è quello di incorrere in un moralismo di facciata stigmatizzato dallo stesso attore? Leggi il seguito di questo post »

Bacio sulla guancia fra uomini: l’estero più omofobo del Sud Italia?

zac efron

Se in Inghilterra due uomini si baciano sulla guancia sono additati come gay. Se succede nel Nord Italia la cosa è vista con una certa perplessità. Nel Sud è usanza talmente radicata (prevalentemente tra i giovani) che la stretta di mano è diventata un sinonimo di ipocondria e asocialità. Come fare per destreggiarsi nel marasma di interpretazioni date al rituale delle presentazioni, che ci lascia sempre un senso di inadeguatezza? Per di più quando basta un momento di affettuosità amicale per dare adito a voci di ambiguità sessuale. Basti pensare al tumulto scoppiato nella blogosfera americana, per un bacio a stampo tra Zac Efron e un suo coetaneo liceale (peccato che dalla foto si intraveda solo una presunta somiglianza).

Su Yahoo Answers si interrogano sull’argomento. Interessante la risposta di un utente:

“Convenzioni sociali: l’uomo ha avuto sempre una paura immensa di vedere messa in questione la sua virilità. Così, può essere che un uomo che non si ritiene maschilista e che crede di non avere nessun problema con la sua virilità, abbia paura di baciare un’altro uomo ed essere guardato male”.

Un altro avventore sottolinea, ironicamente, che non c’è affatto pregiudizio nel nostro Paese, e che a offrire il buon esempio è il direttore di rete Fabrizio Del Noce, con gli innumerevoli baci affettuosi dispensati ai suoi dipendenti maschi.

In America hanno inventato un vero e proprio corso di formazione, quello del bacio sociale, rivolto a manager di ambedue i sessi. Un modo scientifico per imparare quando e come baciare le nuove conoscenze in grado di tornar utili. Leggi il seguito di questo post »