Rocco Siffredi più diseducativo per un figlio di CentoVetrine?

Rocco Siffredi, 44 anni, ex pornostar

Rocco Siffredi, 44 anni, ex pornostar

Rocco Siffredi ha incarnato per anni l’emblema degli ultimi scampoli di virilità maschile rimastici. Mentre la società è andata alla deriva e l’uomo ha iniziato a misurarsi con la sfacciataggine delle donne, lui è sempre stato lì, con la sua granitica nomea di t(r)ombeur de femmes

Eppure anche le certezze dello stallone italiano hanno iniziato ultimamente a vacillare. Le numerose interviste che lo stanno vedendo protagonista ne offrono un ritratto inedito, meno ostile ai gay e con un bacio omosex all’attivo. Poi ci si mette il duro lavoro del padre a metterne in crisi i costumi libertini:

“A farmi venire il primo dubbio è stato il mio figlio più piccolo che un giorno mi ha detto che dovrei fare sexy solo con mamma. Questa frase mi è arrivata come una fucilata. Perché aveva 7 anni e noi non gli avevamo insegnato che sexy solo con mamma è la cosa giusta: l’ha detto istintivamente, penso per protezione verso la madre che adora. Mi è iniziata una crisi esistenziale. Mi aiuta il pensiero che, anche se ho fatto la pornostar nella vita, ho una famiglia solida accanto”.

A Rocco gli è presa anche la sindrome del buon samaritano: considerato che tutti lo invidiano perché ”si è trombato più di tremila donne”, vorrebbe poter trapiantare “anche lui” così da poter fare contenta almeno un’altra persona:

“Tanti uomini mi hanno confessato che darebbero via la casa per due centimetri in più”.

Il problema per Siffredi jr, col passare degli anni, sarà quello di raccogliere l’eredità di un’icona dell’hard. Avrà dei complessi? Sarebbe stato meglio per lui vivere in un clima familiare più “rassicurante”, anche se il rischio opposto è quello di incorrere in un moralismo di facciata stigmatizzato dallo stesso attore? Leggi il seguito di questo post »

La Quattrociocche, Super Simo e gli autori di Amici: gli scrittori venduti

michela quattrociocche

Un tempo c’erano gli scrittori di professione, che avevano bisogno di un pizzico di successo per vendere ma disponevano in ogni caso di tutti i requisiti “letterari”. Ora le librerie Feltrinelli sono invase da stand promozionali, a metà tra un’edicola e un mediacenter. Dell’austerità di un tempo non hanno più nulla, anzi fanno di tutto per non assomigliare alle respingenti, polverose biblioteche.

Spaziano dal bianco minimalista ai colori accesi, rifiutando l’atmosfera calda di una volta. I punti vendita di articoli editoriali si sono massificati, trasformando la collana di Augias in un must-have e le biografie di Raffaella Carrà e Simona Ventura in degli accessori glamour.  Stando alle indiscrezioni pubblicate da River, pare che lo stesso Tiziano Ferro stia per salire sull’Olimpo dei biografati a tempo di record. Ma, addirittura, questo avverrebbe contro la sua volontà, della serie che oggi il primo furbone intenzionato a sfruttare la tua immagine può sproloquiare sulla tua vita senza che tu ti ci riconosca.

I più attenti analisti del libro usa e getta avranno infine notato, nella montagnetta di letture da supermercato, un nuovo trash-feticcio. Tra Il Cuore e le Stelle degli autori di Amici e le insopprimibili gesta di Step c’è l’opera prima di Michela Quattrociocche (quando si dice, sulla destra, una topa da biblioteca), l’ultima figlioccia di Moccia diventata autrice all’improvviso: Leggi il seguito di questo post »

Nicole Grimaudo, nuova stella del cinema italiano?

nicole grimaudoMentre Paola Barale prova a mendicare uno straccio di professionalità, la vera erede di Ambra ai botteghini – ne sono sicuro – sarà un’altra ex-ragazza di Non è la Rai (d’altronde Boncompagni ci ha spesso visto giusto). Sembra ieri, quando l’antipatica lolita era a letto con l’influenza e a sostituirla temporaneamente alla conduzione fu una spaurita ragazza di Caltagirone, dal viso pulito e con un sorriso disarmante.

E’ Nicole Grimaudo il nuovo astro nascente del cinema italiano, diviso tra due dei film più attesi della prossima stagione, Bagheria del premio Oscar Giuseppe Tornatore e Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek. Si tratta di due dei registi più quotati e autorevoli del cinema nostrano, che si sono invaghiti artisticamente di lei per ragioni diametralmente opposte:

“E’ come se si fosse accesa una stella all’improvviso, nell’arco di dieci giorni mi è successo di approdare al cinema nel modo più prestigioso e di iniziare a vivere due esperienze indelebili”.

Nel film di Ozpetek è Maja, una donna dell’alta-borghesia, profondamente infelice, moglie di un politico importante e madre di una figlia con cui ha un rapporto freddo e distante. Con Tornatore è una donna vigorosa, un po’ selvaggia, quasi una capobanda. Ecco come si sente a lavorare con due grandi professionisti del set a tempo di record: Leggi il seguito di questo post »

Matteo Maffucci, vali più o meno di Zero?

matteo maffucciMatteo Maffucci è il mio nuovo feticcio. Non sono uno che segue gli Zero Assoluto a livelli maniacali, ma spesso e volentieri il mio plugin Messenger – alcuni se ne saranno accorti – segna Appena prima di partire, preferibilmente nella versione con Nelly Furtado. Insomma, non ho pregiudizio nè ci sbavo dietro tanto per intenderci.

Matteo Maffucci, però, mi incuriosisce. Perché mi colpisce sempre (tranne quando canta, perché lì sappiamo tutti che basta e avanza Thomas De Gasperi). Il ragazzo è al centro della solita polemica che vede miracolati i figli di papà (suo padre è stato uno storico dirigente Rai), e già questo me lo rende potenzialmente discusso. Poi c’è la sua godibile logorrea in radio, in confronto a cui il più timido collega scompare. Matteo, insomma, è quello che sa vendere il gruppo, mentre Thomas pensa a scaldare le corde vocali. Non a caso, gli piacciono le interferenze multimediali che lo hanno visto tra le altre cose lanciarsi sul mercato dell’editoria adolescenziale. Se Spielberg ti odio si pone già di suo nel filone di Tre metri sopra il cielo, ci voleva l’ennesima rivelazione di Vanity Fair per scoprire l’amicizia tra il noto idolo dei Mocciosi e il membro più sveglio degli Zero Assoluto.

Lo ha raccontato Sarah Felberbaum, in un’intervista che ha preso spunto dalla sua ulcera ai tempi di Uno Mattina: per dirvi le genialate di quel giornale. L’erede di Elisa di Rivombrosa, a cui sono restate solo le briciole della tenuta e dell’auditel, ha dichiarato di aver avuto una storia con Matteo e che il suo peggiore incubo sarebbe quello di vederla riproposta in un suo libro, con la complicità dello stesso Federico Moccia. Leggi il seguito di questo post »