Andrea De Carlo e quei libri un po’ così… belli

andrea de carloE’ raro che il secchione che è in me si converta incondizionatamente a certi boom commerciali. Mi accade con la tv ma con i libri ho sempre la sindrome accademica, che mi fa evitare certi imbarbarimenti mascherati da linguaggi moderni. Non mi sono piegato a Il Codice da Vinci, ma mi ha emozionato Non ti muovere. Non sono diventato un fan di Benni e Ammaniti, ma ho la fissa di Andrea De Carlo. I suoi libri stanno al mio tempo libero come la serenità sta al mio termometro emotivo. Mi appaga (anche se potrebbe risparmiarci le pose pensose, col ricciolo ribelle a metà tra Scamarcio e Baricco).

E’ un autore senza pretese, che piace e vende i suoi libri senza rovinare la società con cubiste dodicenni o pischelletti drogati. Ho scoperto che è da più di un ventennio sulla piazza, che ha viaggiato molto traendo così spunti per i suoi aneddoti cosmopoliti (questo a Labranca non piacerà, visto che su Il Venerdì Di Repubblica stigmatizza lo status editoriale del viaggio impresso sulla quarta di copertina). Leggi il seguito di questo post »

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