Andrea De Carlo e quei libri un po’ così… belli

andrea de carloE’ raro che il secchione che è in me si converta incondizionatamente a certi boom commerciali. Mi accade con la tv ma con i libri ho sempre la sindrome accademica, che mi fa evitare certi imbarbarimenti mascherati da linguaggi moderni. Non mi sono piegato a Il Codice da Vinci, ma mi ha emozionato Non ti muovere. Non sono diventato un fan di Benni e Ammaniti, ma ho la fissa di Andrea De Carlo. I suoi libri stanno al mio tempo libero come la serenità sta al mio termometro emotivo. Mi appaga (anche se potrebbe risparmiarci le pose pensose, col ricciolo ribelle a metà tra Scamarcio e Baricco).

E’ un autore senza pretese, che piace e vende i suoi libri senza rovinare la società con cubiste dodicenni o pischelletti drogati. Ho scoperto che è da più di un ventennio sulla piazza, che ha viaggiato molto traendo così spunti per i suoi aneddoti cosmopoliti (questo a Labranca non piacerà, visto che su Il Venerdì Di Repubblica stigmatizza lo status editoriale del viaggio impresso sulla quarta di copertina).

Eppure trovo de Carlo onesto nel suo genere. C’è chi definirà i suoi libri un po’ così… Io aggiungerei ‘un po’ così… belli’, dando ad Andrea quel che è di Andrea. Uno dei pochi autori italiani che riesce a farti passare da un libro all’altro con lo stimolo a trovare una cifra comune, una tenuta unitaria. La simbologia numerica, la transumanza da un luogo all’altro come fuga aleatoria dalle costrizioni, il valore dei rapporti umani a due o al massimo a tre, la capacità di distinguersi dal mucchio.

De Carlo riesce a evitare lo squallido presente, fatto di paparazzi e invadenze sociali, riuscendo però esattamente ad esprimere il male di vivere contemporaneo. E dandoci un ultimo sprazzo di illusione che i veri nomi e i veri sentimenti possano aiutarci a vivere meglio. Magari ne riparliamo dopo aver letto Durante, l’argomento mi sta molto al cuore.

Pubblicato in Libri. Tag: , . 3 Commenti »

3 Risposte a “Andrea De Carlo e quei libri un po’ così… belli”

  1. Michele Dice:

    Allora? Penso che Durante non ti abbia deluso.
    Su quello che scrivi sono d’accordo: De Carlo è un eccellente scrittore di mestiere, ha una rara combinazione di doti: possiede il passo lungo del romanzo ma anche un’acuta precisione nelle sue descrizioni. E’ aggiornato e credibile.
    Tra l’altro, soprattutto riguardo ai suoi esordi negli anni Ottanta con l’allora modernissimo Treno di panna, non gli è mancato riconoscimento dalla comunità letteraria, mentre poi probabilmente ha iniziato a raccogliere più che altro l’invidia degli scrittori non bestseller.
    Ciao
    M

  2. Lord Lucas Dice:

    Grazie per il tuo intervento. Durante non ho ancora iniziato a leggerlo. Per ora di De Carlo ho letto Due Di Due, Di Noi Tre, Macno, I veri Nomi. Sto leggendo nel momento. Il fantomatico Treno di panna degli esordi mi manca, ma li custodisco tutti in libreria. E non vedo l’ora di leggere i suoi libri più recenti, visto che per ora mi ha fatto vivere degli anni che non mi appartengono anagraficamente.

  3. Virginia Dice:

    De Carlo… due anni fa feci una delle mie solite pazzie per andarlo a vedere al piccolo, presentava Giro di Vento… ero un po’ cotta, credo eheh
    Però i suoi libri, dopo Due di Due, mi hanno abbastanza dleuso. forse perchè per me, DUe di Due, rappresenta esattamente l’ideale di vita, quell’amicizia profonda e incancellabile, la vita vissuta così pienamente da quasi non riuscire a smettere di sognare… anche nei momenti più bui, la forza di andare avanti un po’ da eterni adolescenti, un po’ da uomini (troppo) maturi…
    I suoi due altri libri che ho letto (Nel Momento e GIro di Vento) non sono riusciti a trasmettermi le stesse emozioni… forse per una questione di aspettativa troppo alta, non so… per questo ho deciso di rinunciare. ma scopro sempre con piacere che ci sono altre persone che lo leggono con la stessa passione con cui io, ogni anno, divoro Due di Due…
    Un bacio!


Lascia un commento