Mauro Covacich e Pulsatilla: il successo in cambio della privacy

Dire se è nato prima il blogger o lo scrittore non è così apodittico come potrebbe sembrare. Altro che dubbio amletico sull’uomo o la scimmia: i blogger sono degli aspiranti scrittori, mentre gli scrittori sono dei blogger repressi.

Prendete Mauro Covacich, scrittore nonché firma di punta di Vanity Fair: ha appena pubblicato il libro Prima di sparire, che racconta la fine di un matrimonio. Il proprio. Con i nomi veri. Il suo, quello della sua ex-moglie, della nuova compagna, degli amici e di chiunque abbia incontrato nel periodo racchiuso nelle 277 pagine. Dice di aver avuto paura di trasformare una vicenda tanto comune quanto personale in una vittima del modello televisivo, esponendola alla sindrome di intrusione di massa. Era talmente terrorizzato da scrivere il libro di nascosto, mettendosi al computer mentre la sua attuale fidanzata andava seriamente a guadagnarsi da vivere. Tant’è, l’avrà fatto perché è questo che vuole il mercato: i cazzi tuoi, mica lo sfoggio di scrittura.

Quello che mi chiedo è che vita sregolata bisogna avere oggi per fare successo. Se è proprio vero che scrivere è compiacersi di se stessi, nella consapevolezza che è sempre meglio che lavorare sul serio. Se senza una drag queen nell’armadio o un auto-violazione della propria privacy non si diventerà mai nessuno.

Pulsatilla, che al contrario nasce blogger e diventa scrittrice-rivelazione con La ballata delle prugne secche, continua a raccontare sul suo blog dalle uova d’oro le proprie prodezze in giro per il mondo, le esclusive mete estere che riesce a visitare grazie alla paghetta del mensile Max. Per una meridionale disoccupata che nell’editoria milanese ha trovato l’America, mi sembra uno scambio più che equo: la sua vita da macchietta in cambio dello stipendio.

5 Risposte a “Mauro Covacich e Pulsatilla: il successo in cambio della privacy”

  1. Divara Dice:

    Con il libro di Covacich sotto mano mi chiedo il perché di tanta superficialità in questa analisi. Covacich ha vissuto il doloroso evento di una separazione e come moltissimi suoi colleghi lo ha raccontato in un libro; uno scrittore scrive sempre di se stesso in qualche modo e raccontare, narrare, per alcuni scrittori è l’unica via di liberazione, di autoanalisi, di comprensione profonda di sé e anche modo molto serio di guadagnarsi da vivere.

  2. lordlucas Dice:

    Cara Divara, ciò che mi ha lasciato perplesso è l’uso di nomi veri in un epoca come la nostra, dove la privacy è fin troppo violata per ragioni sensazionalistiche. Lungi da me criticare le qualità letterarie dell’autore, è il principio che sta a monte che mi sembra strumentale e asservito alle logiche di un mercato invadente.

  3. solinga Dice:

    Prima di sparire. Che inutile considerazione e’ la tua? I testi parlano quasi sempre degli autori. Valuta la scrittura, la forza emotiva, l’esplorazione dell’animo, la creazioni di immagini. Il resto e’ vita imbrigliata in un romanzo, come avviene quasi sempre, e Covacich riesce a farlo bene.

  4. lordlucas Dice:

    mi dispiace, solinga. questo è il mio parere e non può cambiare :)

  5. ilda Dice:

    Leggerò il libro, perchè ho letto ‘A perdifiato’ e, nonostante il tema, mi è piaciuto molto lo stile, direi che ha la capacità di stregare il lettore. Sinceramente era molto tempo che non leggevo una storia dotata di magnetismo emotivo e scritta con intelligenza e una preparazione accurata. Dal punto di vista umano, spero che abbia avuto il permesso delle persone citate in ‘Prima di sparire’, altrimenti avrebbe compiuto un gesto estremamente indelicato.


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